.
Annunci online

 
ComuniCalo 
Comunicazioni Politica Cronaca Società Cultura Eraclea News Curiosità
<%if foto<>"0" then%>
Torna alla home page di questo Blog
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  www.comunicalo.it
  cerca


 

Diario | Politica | Comunicazioni | Società | Cultura | Eraclea News | Cronaca | Internet | Libri | Mafia e Antimafia | Cattolicesi nel mondo | Le mie elezioni | SPECIALE Cattolica Eraclea | I MIEI MONDIALI 2006 | Luoghi da visitare | Il RELITTO di Eraclea Minoa | Storia | Polisportiva HERACLEA | ComuniC@loTG |
 
Diario
1visite.

27 settembre 2007

"Con la memoria storica e civile si può sconfiggere la mafia". Domani al via la "due giorni" antimafia a Santa Margherita Belice.

 
SANTA MARGHERITA DEL BELICE. (*cagi*) Tutto pronto, a Santa Margherita del Belice, per dare il via, domani, alle due giornate antimafia organizzate dal gruppo giovanile Il Movimento. Due giorni ricchi di iniziative, con la partecipazione delle scuole, delle istituzioni, della società civile e soprattutto di alcuni parenti di vittime innocenti della mafia. “Perché per entrare nel cuore degli studenti, delle persone che di mafia non hanno mai saputo nulla, e che magari sono restii a capire – dice Benny Calasanzio, tra gli organizzatori dell’iniziativa e parente di vittime della mafia - la testimonianza diretta è un chiavistello universale. Quando sentiamo Rita Borsellino, Michela Buscemi e altre donne e altri uomini che hanno vissuto sulla propria pelle l'esperienza dell'agguato, dell'omicidio mafioso, sembra tutto più vero, paradossalmente, di una verità storica. Di questo Libera ne ha sempre fatto un cavallo di battaglia: le carovane antimafia, gli incontri nelle varie città italiane, i convegni, con al centro la testimonianza “civile”. Ed è in questa direzione che si deve proseguire. Un'unica direzione, l'antimafia, che si biforca in due rette che corrono parallele: la memoria “storica”, dei sociologi, dei giornalisti, degli storici; e quella “civile”, dei familiari delle vittime di mafia, degli amici”. Per questo al convegno intitolato “Le metamorfosi del fenomeno mafioso nel tempo”, che si terrà domenica alle 18 al teatro Sant’Alessandro di Santa Margherita del Belice, oltre a storici, giornalisti e sociologici ci saranno anche Michela Buscemi, sorella di Totò e Rodolfo; Margherita Asta, figlia di Barbara Rizzo e sorella di Giuseppe e Salvatore; Antonella Borsellino, figlia di Giuseppe Borsellino e sorella di Paolo. “La signora Michela Buscemi – racconta Benny Calsanzio - veniva da una famiglia povera del palermitano. Aveva due fratelli. Uno di loro, dopo tanti lavori andati male, si mise a contrabbandare sigarette, come tanti nel periodo del boom delle sigarette taroccate. Intralciava gli affari della famiglia mafiosa del quartiere. Non era autorizzato e senza pensarci due volte lo uccisero nel 1979. Il fratello più piccolo cercò di indagare e anche lui rimase per terra. Morto ammazzato. E' una storia senza eroi, senza onori. La signora cercò di lottare, si costituì parte civile nel processo ma poi, in seguito alle minacce, agli attentati e alle resistenze della sua famiglia, rinunciò. Fu lasciata dal marito e rinnegata dalla madre”. Al convegno ci sarà anche Margherita Asta, che a dieci anni perse la madre, Barbara, e i fratellini gemelli di 6 anni, Salvatore e Giuseppe. Tutti travolti e uccisi dalla violenza di Cosa Nostra in quella che viene ricordata come “la strage di Pizzolungo” del 2 aprile 1985. Obiettivo dell’attentato era il sostituto procuratore di Trapani, Carlo Palermo: era per lui l’autobomba posizionata sul ciglio della strada che da Pizzolungo conduce a Trapani. Trasferitosi nel febbraio di quell’anno dalla Procura di Trento, in poche settimane di lavoro si era guadagnato una condanna a morte dalla mafia. Una tragica fatalità, però, lo salvò: la sua auto incontrò lungo il tragitto l’utilitaria guidata da Barbara Asta e la superò proprio nel punto in cui i sicari avevano posizionato la vettura con l’esplosivo. Noncuranti dell’ostacolo imprevisto, gli assassini premettero comunque il pulsante, sperando di raggiungere l’obiettivo, perchè la mafia non dà alcun valore alla vita umana, specie a quella di chi costituisce un intralcio alla realizzazione dei suoi interessi. 
 
Dopo un lungo silenzio, al convegno di Santa Margherita, ci sarà anche Antonella Borsellino, la mamma di Benny Calasanzio, figlia di Giuseppe Borsellino e sorella di Pasquale, due imprenditori liberi di Lucca Sicula, uccisi nel 1992 nel giro di pochi mesi l’uno dall’altro perché non si piegarono alle pretese della mafia. “Mia madre è una grande memoria ‘civile’ che non può andare persa”, afferma Benny Calasanzio, che sta facendo di tutto con articoli, blog, movimenti, partecipazioni Tv, per onorare la memoria dei suoi familiari, persi quando era ancora molto piccolo per capire. Ora, dice Benny sul suo blog www.bennycalasanzio.blogspot.com, “ho capito che quello che ha vissuto mia madre nella sua tragicità è un patrimonio per la Sicilia; che deve essere divulgato, raccontato in ogni occasione possibile. Mia madre è una grande memoria “civile” che non può andare persa. La sua storia è singolare: privata del fratello e del padre dalla mafia, risarcita dalla giustizia con la misera condanna di un solo killer, e infangata da un presidente della regione che secondo le indagine è un colluso, un collaboratore esterno della mafia. So, che come molti altri familiari di vittime innocenti della mafia, ha molto da dire e spero che sfrutterà tutte le occasioni che ha per farlo. Gente come lei è essenziale per la formazione e il ricompattamento di quella memoria “civile” che rappresenta, a parer mio, la punta di diamante del movimento antimafia. La storia di mia madre, di mio zio, sono degli appelli: su la testa, perchè, anche solo raccontando la propria tragedia, anche solo con la memoria, si possono restituire colpi ancora più devastanti ad una organizzazione vigliacca, senza onore e senza palle come quella di Cosa Nostra”.

Tutto il programma della manifestazione "Mafia e antimafia tra ieri e oggi"

Nelle Terre Sicane si firma il "patto per la legalità"




permalink | inviato da ComuniCalo il 27/9/2007 alle 23:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
agosto        ottobre